Alexander McCall Smith, The No. 1 Ladies’ Detective Agency (Zimbabwe)

Alexander McCall Smith, The No. 1 Ladies’ Detective Agency, Abacus, London 2004. 250 pagine.

Questo romanzo era l’ultimo libro del mio gruppo di lettura in Lussemburgo, quando me ne sono andata, e finalmente mi sono decisa a leggerlo. È il primo di una lunga serie di romanzi ambientati in Botswana, con protagonista Mma Ramotswe, proprietaria della No. 1 Ladies’ Detective Agency, l’agenzia di detective numero 1. Condotta da donne, ma non solo per donne, certamente.

Sul letto di morte il padre di Precious Ramotswe lascia alla sua unica figlia una considerevole eredità, dicendole che ora può così aprirsi un’attività, magari una macelleria o qualcosa di simile. Mma Ramotswe è commossa e dice al padre che aprirà un’agenzia di detective, che sarà la numero 1 in Botswana. Il padre fa solo in tempo a dire “Ma… ma…” e poi muore.

Ed è così che Mma Ramotswe apre la sua agenzia a Gaborone. Il romanzo ci parla di alcune delle sue indagini, da quella in cui ha dovuto smascherare un uomo che si fingeva il padre perduto e finalmente ritrovato di una giovane donna, a quella più seria di un bambino scomparso e finito in mano ai cosiddetti “dottori” che ancora praticano la stregoneria.

Le avventure di Mma Ramotswe sono a tratti esilaranti, e comunque sempre leggere anche se a volte McCall Smith parla anche di temi pesanti, come appunto la stregoneria, ma anche il lavoro nelle miniere o l’emigrazione, la lontananza dalla terra natia. In alcuni brani ci sono grandi verità espresse in modo anche piuttosto poetico, come appunto quando si parla della lontananza dalla propria patria.

Il romanzo è bello ma un po’ caotico, cosa che mi ha fatto abbassare un poco il gradimento generale del libro, perché salta da avventura ad avventura e, soprattutto all’inizio, sembra di leggere un libro di racconti più che un romanzo. Ma questa è tutto sommato una pecca minore, il libro è davvero godibile e mi sento di consigliarlo, anche se sinceramente non so se proseguirò a leggere la serie (composta da 14 libri).

* Il sito di Alexander McCall Smith (in inglese).
* L’autore su Wikipedia.

Recensione di Sonnenbarke.

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Tsitsi Dangarembga, Nervous Conditions (Zimbabwe)

Tsitsi Dangarembga, Nervous Conditions, Ayebia, Banbury 2004. 212 pagine.

Era da tantissimo tempo che volevo leggere questo libro, e ora sono contenta di averlo fatto perché è veramente bello.

Tambudzai, detta Tambu, è una ragazzina di 13 anni quando comincia il libro, ed è lei la voce narrante della storia. Inizia il suo racconto dicendoci che non le è dispiaciuto quando suo fratello è morto. Ma non vuole essere accusata di insensibilità, e ci racconta la sua storia, che è la storia di un riscatto dalla povertà e dall’ignoranza.

Tambu è la seconda di quattro figli di una giovane coppia nell’allora Rhodesia (siamo verso la fine degli anni Sessanta), oggi Zimbabwe. Il primogenito è anche l’unico maschio, perciò nella mentalità rhodesiana di allora era normale ed evidente che fosse lui ad essere destinato all’educazione scolastica. Anche Tambu vorrebbe tanto andare a scuola, ma non ci sono i soldi e così decide di coltivare un piccolo pezzo di campo da sola. Coltiverà il mais e cercherà di venderlo, per guadagnare così i soldi per poter pagare la scuola. Dopo una serie di vicissitudini riuscirà in effetti ad andare a scuola, ma le cose si faranno per lei immensamente più facili alla morte improvvisa del fratello. Ora infatti è lei la primogenita e, non essendoci altri figli maschi, sarà possibile mandarla alla missione dove potrà studiare. Alla missione, lo zio Babamukuru è il preside della scuola, e Tambu vivrà da lui e intreccerà un’amicizia profonda con sua figlia Nyasha, una ragazzina che ha preso modi ribelli dopo essere stata in Inghilterra con la famiglia.

Il libro è il racconto del riscatto di Tambu, della sua educazione, della sua amicizia con Nyasha, ma anche delle profonde crepe che ci possono essere all’interno di un sistema apparentemente perfetto come è la famiglia di Babamukuru. Una famiglia molto tradizionalista e conservatrice, alle cui regole Nyasha si ribella profondamente, finendo per restare schiacciata dalla sua stessa ribellione.

Purtroppo alla ribellione di Nyasha viene dedicato veramente poco spazio, solo le ultime pagine, quando invece sarebbe stato un tema molto interessante. Ma Dangarembga ha scritto anche un seguito di questo romanzo, intitolato The Book of Not, che a questo punto voglio assolutamente leggere per vedere come si sviluppa da qui in poi la vita di Tambu e di Nyasha. Anche il sequel è pubblicato in Inghilterra dalle edizioni Ayebia, una casa editrice bellissima che si occupa di letteratura africana e caraibica, e che vi consiglio di tenere d’occhio se vi interessano queste aree geografico-letterarie.

In Italia Nervous Conditions è stato pubblicato dalla bellissima e purtroppo defunta casa editrice Gorée, con il titolo La nuova me: il libro si trova ancora nelle librerie online, e vi consiglio di approfittarne perché vale davvero la pena.

* Il libro sul sito dell’editore inglese.
* L’incipit.
* L’autrice su Wikipedia (in inglese).

Recensione di Sonnenbarke.

Alexander McCall Smith, Le lacrime della giraffa (Zimbabwe)

Precious Ramotswe è una detective privata, anzi l’unica detective del Botswana; è dotata di un intuito straordinario e riesce a capire se il suo interlocutore mente o è sincero. Apprezza le persone umili, oneste e sincere, il tè rosso e la terra in cui è nata. In questo secondo romanzo della Ladies’ Detective Agency n. 1, Precious indaga sulla scomparsa di un ragazzo americano, un utopista scomparso in Africa dieci anni prima, la cui madre non si rassegna alla sua perdita. Parallelamente, la sua assistente, la signorina Makutsi, lavora al suo primo caso, una storia di infedeltà coniugale dalla semplice soluzione, ma che innesca una serie di dubbi morali e di scrupoli etici.
Le lacrime della giraffa è un giallo atipico, che intriga il lettore non tanto per l’esito dell’investigazione, quanto per il contesto in cui si sviluppa, ovvero una società fatta di persone semplici e una realtà rurale, basata su ritmi lenti e rilassati, in netto contrasto con le atmosfere frenetiche del mondo occidentale. Alexander McCall Smith racconta l’Africa e le sue peculiarità, trasformando radicalmente il concetto di romanzo giallo e tratteggiando un’eroina straordinariamente autentica.
Recensione di Pitichi.