Grace Mera Molisa, Pierre noire (Vanuatu)

Grace Mera Molisa, Pierre noire, Grain de Sable, Nouméa 1997. Traduzione di Déwé Gorodé. 79 pagine.

Per Vanuatu ho trovato questo piccolo libriccino di poesie di Grace Mera Molisa, autrice ni-vanuatu morta pochi anni fa. Il libro l’ho trovato in francese, ma vedo ora che su Abebooks c’è anche in inglese. Non ho ben capito se l’originale fosse in inglese, come credo, o in bislama, la lingua di Vanuatu, ma fatto sta che io l’ho letto in traduzione. È un libriccino bizzarro proveniente da una casa editrice della Nuova Caledonia (vedete che perle si trovano su Amazon!), da cui non mi separerò mai proprio a causa della sua provenienza, anche se non mi è piaciuto.

Capisco infatti il valore politico che sta dietro le poesie di Molisa, ne apprezzo anche la musicalità, ma non hanno toccato le mie corde, non mi hanno lasciato molto. Poi, forse perché pubblicato da una casa editrice melanesiana, manca un apparato critico che sarebbe servito a comprendere meglio le poesie: forse ai lettori destinatari di questo libro il retroscena era noto. Comunque, ho fatto un giro su internet e qualcosa ho capito.

Vanuatu è stata per lungo tempo sotto dominio congiunto inglese e francese, in quello che si chiamava Condominio (l’autrice ne parla, e pensavo fosse una metafora, invece si chiama proprio così). Molisa perciò parla molto dei mali della colonizzazione, e non solo di quella. Vanuatu ha raggiunto l’indipendenza nel 1980.

La cosa agghiacciante è che agli abitanti di Vanuatu non venne concessa né la cittadinanza inglese né quella francese, rendendoli dunque apolidi per legge. Ecco dunque spiegata una delle poesie più belle di Molisa, che vi trascrivo di seguito, e mi scuso con chi non parla il francese.

Moi
le natif
l’aborigène
l’autochtone
l’héritier issu de la terre
légalement
sans état

Impossibile capire una poesia del genere se non si è a conoscenza dell’aberrazione politica che ho riportato sopra. Per questo dico che un apparato critico sarebbe stato indispensabile.

Molisa si scaglia inoltre contro il turismo, reo di aver portato a Vanuatu gente che va lì come se andasse allo zoo, e contro la diseguaglianza fra uomo e donna, quest’ultima sempre sottomessa al primo. I temi sono dunque interessanti, ma le poesie non mi hanno colpito, a livello stilistico. Forse è anche perché con gli anni la mia passione per la poesia è venuta meno.

* Una breve recensione (in inglese).
* Molisa su Wikipedia (in inglese).
* Una pagina su Molisa, con un paio di sue poesie (in inglese) su un bel sito dedicato alle donne scrittrici in Asia e nel Pacifico.
* Alcuni tributi all’autrice (in inglese).
* La storia di Vanuatu su Wikipedia.

Recensione di Sonnenbarke.

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