Hamid Ismailov, The Railway (Uzbekistan)

Hamid Ismailov, The Railway (tit. originale Zheleznaya doroga), Vintage, London 2007. Traduzione di Robert Chandler. 308 pagine.

L’Uzbekistan è uno di quegli stati per cui non è stato proprio facilissimo trovare un libro. Mi è venuta in soccorso la lodevolissima lista di Ann Morgan, che elencava questo romanzo e un altro libro. Ho scelto questo perché mi sembrava interessante, in più il Daily Telegraph diceva che è una sorta di Cent’anni di solitudine dell’Asia Centrale (uno dei pochi romanzi di García Márquez che ho amato), perciò mi sono fidata.

Il romanzo si svolge a Gilas, immaginaria cittadina dell’Uzbekistan, e narra le mille storie dei suoi abitanti. Più di questo non saprei dire, se non che tutto sembra ruotare intorno alla ferrovia e intorno a un bambino di cui viene taciuto il nome. Dice, come più di questo non sapresti dire, ma l’hai letto il libro? Sì, l’ho letto, ma non ci ho capito nulla. Le storie narrate andavano contate, secondo me sono centinaia – vengono in soccorso le 159 note e la lunghissima lista di personaggi, ma non aiutano comunque fino in fondo.

Ho letto in rete delle recensioni entusiaste a questo libro, che vi devo dire, io l’ho semplicemente e appassionatamente odiato – il che forse è il destino che tocca solo ai libri veramente grandi. Non mi ha infatti lasciato indifferente, tutt’altro, mi ha proprio e solennemente rotto le scatole, mi ha fatto venire sonno quando non riuscivo a dormire, mi ha fatto venire voglia di lanciarlo dalla finestra, mi ha disgustato in alcuni punti. Devo essere del tutto sincera: raramente ho letto un libro così brutto. E ripeto, forse questo è proprio il segno che il romanzo è grande, ma perdonatemi se vi dico che a me non importa niente, che spero di disfarmi presto della mia copia scambiandola su Bookmooch e che conto di dimenticare quanto prima qualsiasi cosa riguardi questo libro atroce.

Se nonostante questo volete approfondire, ecco alcuni link:

* Hamid Ismailov (in inglese).
* La recensione dell’Independent (in inglese).
* Il libro su The Culture Trip (in inglese).

Recensione di Sonnenbarke.