Michail Bulgakov, I racconti di un giovane medico (Russia)

Si tratta di una serie di racconti del celebre scrittore russo Bulgakov nei quali egli racconta le prime esperienze lavorative di un giovane medico appena laureato.
Il suo primo incarico è quello di unico medico presso una struttura parecchio isolata, nella gelida Russia dei primi anni del ‘900, nella quale lavorano solamente altre tre persone.
Il giovane, quindi, passa direttamente dall’università all’esperienza sul campo ma con un handicap molto importante: non può confrontarsi con nessun collega. E’ costretto, pertanto, a prendere delle decisioni importanti lottando contro la paura di sbagliare e di non saper applicare quello che ha studiato sulle pagine dei libri.
Ma la tenacia e la forza di volontà non gli mancano di certo!
Decisamente un’ottima lettura.
Non si tratta solamente di uno sterile elenco di malattie e di pazienti da curare, ma del racconto di un medico che ha paura e dubbi da tenere continuamente sotto controllo per offrire il suo aiuto a chi ne ha bisogno.
E’ un racconto intimo, che non snocciola fatti, ma comunica emozioni.
Ed è assolutamente il genere di libri che amo alla follia
Recensione di Anto_s1977.
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Verra Xenophontova, Folk Tales from the Russian (Russia)

Ho letto questo libro solo perché mi serviva una X per la sfida di letture A-Z. Il libro si torva gratuitamente su Project Gutenberg ed è appena un centinaio di pagine, poco più.
E invece è stata una bella scoperta, una bella raccolta di fiabe per ogni età. Ci sono tutti i topoi delle fiabe, dalla matrigna cattiva alla damigella che si trasforma in animale, dalla strega che mangia i bambini alla principessa trasformata in una rana. Niente di originale, dunque, ma si tratta di una lettura piacevole da fare prima di andare a dormire, per cullare il bambino che resta ancora in noi.

Recensione di Sonnenbarke.

Viktor Pelevin, La vita degli insetti (Russia)

Ho cominciato a leggere i libri di Pelevin da giovanissimo e provo per questo scrittore un affetto che va al di la delle sue capacità; quel suo misto di cultura pop (per lo più russa of course) e filosofia (per lo più estremo-orientale) che riesco a capire solo in parte lo trovo rinfrancante, non conta quanto riesce a dirmi, conta il mood che riesce a creare. In questo libro si trovano le storie disgiunte di una manciata di personaggi che partono come racconti autoconclusivi, ma che si rivelano essere i capitoli di un romanzo in cui le vicende sono intrecciate (chi in maniera decisa, chi in maniera superficiale, per un incrociarsi reciproco o per il fatto di condividere la stessa città). Ah si, i protagonisti sono insetti umanizzati (non si riesce mai a percepire esattamente quanto siano insetti e quanto siano antropomorfi) e la storia è surreale, ambientata nello squallore di una vera città, ma che rimane sospesa sulla possibilità che tutto sia illusiono e/o che ci sia sempre qualcosa di meglio. Poco chiaro, scrittura più furba che intelligente; questo è il Pelevin a cui sono abituato.

Recensione di Killdevilhill.

Aleksandr Sergeevič Puškin, La figlia del capitano (Russia)

I classici o li amo o li detesto: questo romanzo storico ispirato alla rivolta di Pugacëv e scritto dal russo non mi ha entusiasmato particolarmente.
Il romanzo racconta la vicenda di un giovane ufficiale e della figlia del capitano, sullo sfondo storico della rivolta dei cosacchi, contro la zarina Caterina. Si parla di come un amore vero e corrisposto riesca, lottando con tenacia, ad avere ragione della prepotenza e della prevaricazione.
Petr, il protagonista, viene inviato in una fortezza dal padre, un maggiore a riposo, affinché inizi la sua carriera militare senza distrazioni di alcun tipo: la fortezza si trova infatti in un luogo sperduto e lontanissimo da quelle lusinghe che la vita militare può offrire ad un giovane. Qui trova un capitano che lo prende a benvolere Ivan Kuzmič e il protagonista s’innamora della figlia Mascia.
Varie le vicende storiche e l’incontro con il ribelle Pugacëv sarà determinante.
Pugacev infatti conquista la fortezza, il capitano e la moglie vengono uccisi, ma Petr viene stranamente graziato da Pugacev (che è il contadino che Petr ha già incontrato durante il viaggio). Petr ottiene anche da Pugacev che Mascia, tenuta prigioniera da Svabrin (un disertore e suo nemico) gli venga restituita. Accusato da Svabrin di complicità con i ribelli e condannato a morte, Petr viene graziato da Caterina II convinta dell’innocenza del giovane proprio da Mascia.
E’ una vicenda in cui non manca nulla, c’è amore, c’è storia, c’è avventura, c’è l’eroe ed il cattivo di turno. E’ un romanzo dinamico e romantico.
Ho apprezzato molto che nella storia il bene, seppur dopo varie peripezie, trionfa sul male. I nomi russi sono una barriera tranquillamente oltrepassabile.
Non so cosa mi spinga a non dargli un giudizio pienamente positivo se non il fatto di non essere riuscito davvero a coinvolgermi emotivamente, nonostante tutto.

Recensione di Isabella Troiani.

Victor Pelevin, The Life of Insects (Russia)

Una cosa è certa: non è il miglior libro da leggere in primavera/estate mentre le zanzare scocciano di notte succhiandoti il sangue. Forse questo è un libro invernale, con i suoi concetti filosofici e sociali: zanzare coinvolte nel business, libellule che discutono del significato della vita, formiche che vogliono diventare moscerini. Un mix fantasioso e originale di insetti “umanizzati”.
Il problema è che questo libro l’ho trovato troppo profondo, credo di non avere capito appieno il significato più nascosto, e forse è colpa mia (o no?). A questo punto, credo di poter ufficialmente dichiarare che la letteratura Russa non fa per me!

“Life is structured very strangely. In order to get out of the well, you have to fall into it”
“But what for?”
“You can bring something back from the well. It contains priceless treasures. Or rather, it doesn’t contain anything, you come out just the same as you went in. But while you are in there you may notice what you have and what you forgot about a long time ago” 

Recensione di jaahbaba.

Lev N. Tolstoj, La sonata a Kreutzer e altri racconti (Russia)

Sono sempre un po’ in soggezione quando devo scrivere di libri di autori di questo calibro, non oserei mai recensire un genio del genere. Posso dire solo che il libro è bellissimo e che i tre racconti qui contenuti, La sonata a KreutzerDiavoloPadre Sergij sono uno più bello dell’altro, anche se quello che ho preferito è sicuramente il primo, che è anche il più famoso. La storia è quella di un uxoricidio, che all’epoca in Russia (ma anche in Italia fino a pochi decenni fa) non era considerato un reato se si trattava di un delitto d’onore, ovvero per proteggere il buon nome della famiglia, ad esempio se la donna aveva tradito il marito. Tolstoj ha una capacità straordinaria di penetrare nella psicologia dei personaggi. Credo che di più non si possa dire, bisogna solo leggerlo, cosa che consiglio caldamente a chi ami i classici.

Recensione di Sonnenbarke.

Osip Mandelstam, Viaggio in Armenia (Russia)

Osip Mandelstam, Viaggio in Armenia, Angelo Pontecorboli, Firenze 1990. 81 pagine.

Prima nota: non mi incolpate se non cito il titolo originale e il traduttore, l’editore Pontecorboli non si cura di farceli sapere. Ci dice solo che questa è una traduzione dal francese, e non dall’originale russo – che già è una cosa che non capisco e non condivido, anche perché non è che il russo sia una lingua tanto particolare, voglio dire, ci sono un sacco di persone che potrebbero tradurre un libro da questa lingua. Inoltre la traduzione mi sembra anche fatta male, con delle espressioni ricalcate pari pari dal francese («e non importa che altro»)…

Detto questo, il libro non mi è piaciuto per niente. Mi aspettavo, dal titolo, un resoconto del viaggio di Mandelstam in Armenia, invece si tratta di pensieri sparsi, sull’Armenia sì, ma anche sulla pittura, sulla zoologia, sulla letteratura. Una raccolta di cui francamente non ho capito neanche il senso, e mi sento un po’ sacrilega a dirlo ma è così. Ci sono comunque immagini molto belle, come questa: «All’intorno, la vista manca di sale. Si afferrano forme e colori e tutto sembra di pane azzimo. Questa è l’Armenia.» Ma ci sono anche associazioni che non capisco, come ad esempio: «Gli artigli dello zar sono rotti e i millepiedi camminano sulla sua faccia.»

Insomma, per me è stata una delusione, pensavo a un racconto poetico sull’Armenia, mi sono invece trovata di fronte ad altro.

* Il libro sul sito dell’editore.
* Un articolo su Mandelstam.
* Un altro articolo su Mandelstam con delle poesie dell’autore.

Recensione di Sonnenbarke.