Emelihter Kihleng, My Urohs (Micronesia)

Emelihter Kihleng, My Urohs, Kahuaomanoa Press, Honolulu 2008. 61 pagine.

Ed eccoci al primo libro brutto dell’anno. Intendo, brutto davvero, non bruttino o così così. Prima o poi questo momento sarebbe dovuto arrivare.

Leggere libri da tutti gli stati del mondo può riservare molte sorprese. Alcune belle, altre brutte, come in questo caso. Non si può mai sapere.

Questa è una raccolta di poesie, la prima raccolta di poesie in inglese da un’autrice micronesiana. È stata molto elogiata da altri scrittori e dai critici, perciò mi aspettavo qualcosa di meglio. Invece è illeggibile, anche nel senso letterale del termine, in quanto molte frasi sono in pohnpeiano, la lingua madre di Kihleng. Certo, in nota c’è la traduzione in inglese, ma si perde il filo della poesia e tutto il gusto decade, se mai ce ne fosse stato.

Kihleng parla della diaspora micronesiana, della vita delle donne micronesiane a Pohnpei, la sua terra. Potrebbe anche essere interessante, ma invece non lo è. È una scrittura noiosa e per nulla poetica, mi dà la sensazione di andare a capo per produrre poesia, senza una vera attenzione al metro o alla musicalità del verso. Poi magari sbaglio, io com’è noto di poesia non ne capisco niente.

Comunque è stato interessante aprire una finestra su una delle letterature meno note al mondo. E a proposito di Micronesia, se avete suggerimenti su Palau non esitate, mi sta dando dei grossi problemi.

* Alcune poesie su Scribd.
* Emelihter Kihleng su Wikipedia.
* Kihleng su un bel sito che ho trovato.
* Kihleng parla di se stessa.
* Il libro.

Recensione di Sonnenbarke.

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