Preeta Samarasan, Tutto il giorno è sera (Malaysia)

Nonostante non le abbia mai troppo apprezzate è un paio d’anni che leggo diverse saghe familiari (o racconti di famiglie disfunzionali). Questo libro della Samarasan entra nel novero trovandosi un posto molto vicino a La bellezza delle cose fragili della Selasi. Con lei condivide il racconto cronologicamente casuale che serve a nascondere fatti importanti che verranno tenuti per il finale, descrive i vari personaggi in maniera indipendente  (nonostante siano tutti coevi) e utilizza la storia familiare per raccontare un paesaggio culturale di una nazione (e anche un pezzo di storia come fa invece la Adichie  in Metà di un sole giallo per rimanere in tema). L’aggiunta di qualche suggerimento soprannaturale non le fa mai fare il salto verso una sorta di realismo magico che all’inizio sembra poter cogliere da un momento all’altro. Le pagine sono spesso dense di pensieri e significati, molto ben scritti, ma a lungo andare vive il dramma di tutte le opere simili, la ridondanza. I fatti si accumulano citandosi a vicenda fino a rischiare la noia; l’empatia nei confronti dei personaggi latita spesso e il dramma non riesce ad essere efficace (mentre nell’opera della Selasi risulta perfetto).
Il racconto è carino, ma una volta chiuso il libro lo si dimentaica in fretta. Le pagine più interessanti sono quelle in cui la vita privata si fonde con la storia della neonata Malaysia.
Recensione di Killdevilhill.
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