Mahatma Gandhi, My Experiments with Truth: An Autobiography (India)

Quest’estate sono stata in India e come mio solito cercavo un libro da portare a casa con me come “ricordo”. E questo libro mi era sembrato adatto.
Mi sento un po’ in colpa a recensirlo, perchè stiamo sempre parlando di Gandhi e mi sembra di mancargli un po’ di rispetto con questa recensione. Avrete capito che non mi ha entusiasmato particolarmente. L’ho veramente finito a fatica!!!
Mi aspettavo una biografia, mi aspettavo di scoprire i principi dietro la sua filosofia sulla lotta non violenta, mi aspettavo il ritratto di un uomo predestinato a diventare il Mahatma (la grande anima).
Invece nel libro non ho trovato niente di tutto questo. Ho scoperto che Gandhi era molto “umano”, con tutti i difetti che comporta: non rispettava la moglie, non aveva una forte spiritualità (almeno non da subito), era in costante ricerca di un Dio, aveva molto pregiudizi e cosi’ via.

Diciamo che il libro più che la sua biografia vera è propria è una ricerca interiore della “Verità” in tutte le sue forme (il Satya) attraverso esperimenti dietetici, sperimentazione di diversi tipi di medicina e in generale un “contrasto” verso la cultura occidentale.

Dovro’ riferirmi ad altre letture per colmare la mia curiosità.

Detto cio’, sono stata nei “suoi” posti in India ed è stata un’ emozione indescrivibile…

Recensione di Jaahbaba.

Chitra B. Divakaruni, La maga delle spezie (India)

Un libro tutto al femminile che fa viaggiare l’immaginazione .
Una favola di fragranze, aromi, isole arcane e un amore proibito: un ottimo connubio per poter sognare ad occhi aperti.
Una vecchia signora indiana in una botteguccia della California, con le sue mani nodose sfiora polveri e semi, foglie e bacche, alla ricerca del sapore più squisito o del sortilegio più sottile. E’ Tilo, la Maga delle Spezie. La sua storia inizia in uno sperduto villaggio indiano dove la rapiscono i pirati, attratti dai suoi arcani e misteriosi poteri, per portarla su un’isola stregata e meravigliosa. Lì Tilo apprende la magia delle spezie che in America le permetterà di aiutare chi, come lei, si è lasciato l’India alle spalle. Nella Bottega della Maga, dunque, sfilano vite e desideri, fatiche e speranze d’immigrati, e le spezie, con i loro mille, minuscoli occhi, scrutano ogni gesto della loro signora e le spezie ti sembra di vederle, annusarle, tenerle tra le mani.
…Mi fermo,non voglio svelare troppo la trama perchè verrebbe solo banalizzata dalle parole.
E’una storia carica di pathos e fantasia, piena di profumi, di colori, di esotismo ma anche pieno di sentimenti, di calore umano .
Scritto in maniera poetica ed evocativa, solletica tutti i sensi.
Io adoro questo libro!! Ho adorato le spezie, la maga, gli infusi, il desiderio: l’atmosfera descritta è magica, stuzzicante e travolgente.
Consigliatissimo! Buona magica lettura!

Recensione di Isabella Troiani.

Rabindranath Tagore, Gora (India)

Gora è un ragazzo ortodosso con una fede molto radicata. Ma questo libro non parla di lui: parla di come i pensieri di Gora condizionino le persone intorno a lui. Anche quando la sua figura è assente per più di mezzo libro, l’ influenza che le sue opinioni hanno sulla sua famiglia e gli amici rende la sua presenza molto forte nel libro.
Per 506 pagine ho odiato il suo personaggio; poi Tagore ha fatto in modo di farmelo amare nelle ultime 2 pagine: geniale!
Se fossi stata Indiana sicuramente il libro avrebbe avuto 5 stelle, ma non essendolo mi sono persa diverse sfumature, a cominciare da tutti gli appellativi con qui quali le persone possono essere chiamate a seconda della loro età o posizione sociale.

“If affection cannot admit difference, then why should difference exist at all in this world?
That was the gist of what the two of them said to each other over nearly twenty minutes. They forgot whether they were Hindu or Brahmo. That they were human spirits, both of them, was the sole thought that blazed in their hearts like the steadfast flame of a lamp.”

Recensione di jaahbaba.

Anthony De Mello, Messaggio per un’aquila che si crede un pollo (India)

Consapevolezza, consapevolezza, consapevolezza.
Svegliatevi! Consapevolezza!
Anthony De Mello non smette di ripeterlo. Svegliarsi da cosa? Dal nostro vivere addormentati.
Dal nostro guardare le cose senza vederle, facendo cose che non sappiamo di stare facendo.
Un po’ come se avessimo un pilota automatico. Cresciamo schematizzando e concettualizzando la realtà, e questi schemi e concetti sono così comodi ed economici che la realtà non la vediamo nemmeno più.
Ecco allora che De Mello fa un gran vociare, e ci mette un sacco di energia nel dire che dobbiamo svegliarci, dobbiamo realmente guardare la realtà, entrare in contatto con essa.
Finchè non riusciremo ad entrare in contatto con noi stessi e con la realtà non faremo altro che identificarci con le etichette che ci hanno e che ci siamo appiccicati addosso, con i concetti e gli schemi che ci siamo creati per meglio spezzettare e digerire ed economizzare la realtà.
E finchè ci identificheremo con tutto questo, saremo noi stessi il nostro dolore, la nostra depressione, la nostra tristezza, e la felicità non sarà che la cresta di un’onda.
Quando invece apriremo gli occhi potremo goderci tutto questo osservandolo, studiandolo, comprendendolo, e la nostra tristezza non saremo più “noi”. Solo in questo modo la felicità può essere per noi uno status.
De Mello ci distrugge dalla prima all’ultima pagina di questo libro. Leggerete che:

-Siamo egoisti, qualsiasi cosa facciamo, anche per il bene degli altri;
-Quando qualcuno ci rende tristi, arrabbiati, delusi, il problema è nostro: non è lui che deve cambiare, siamo sempre e invariabilmente noi;
-Il mondo non ha niente che non va: è perfetto così. Il solo suo problema è l’ignoranza;
-La religione è un enorme guazzabuglio che spesso fuorvia dalla realtà;

E…Sorpresona!: De Mello sostiene che anche il concetto di “Dio” ci allontana da Dio.
Non vi dico altro. Lo scoprirete da soli, se vorrete.

Anthony De Mello è un padre gesuita il cui pensiero però, secondo la chiesa, si discosta fortemente dal pensiero cristiano. Ecco perchè Giovanni Paolo II approvò una Notifica, firmata anche dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, in cui si affermava come le posizioni prese dal padre gesuita fossero in contrasto con tutto il cristianesimo, e come queste potessero creare “gravi danni” ai fedeli.
Giudicate voi.

Recensione di Miriam.

Amitav Ghosh, Mare di papaveri (India)

Per apprezzare fino in fondo Mare di papaveri, è indispensabile un minimo di conoscenza della Bhagavad Gita, uno dei grandi testi devozionali indiani, paragonabile alla nostra Bibbia, e assai più antico. E’ indispensabile perché i personaggi che si incrociano nella trama del romanzo si comportano come gli dei indù, ne sono gli avatar, e perché di religiosità indù è impregnato tutto il romanzo.
Alla fne del testo c’è una nota dei traduttori, che spiegano le difficoltà del loro lavoro, perché oltre ad assomigliare a un testo sacro, questo è anche un poderoso esempio di meticciato linguistico.
Primo volume di una trilogia, si conclude lasciando il lettore a chiedersi come andrà a finire.

Recensione di ombraluce. 

Aravind Adiga, The White Tiger (India)

****
Quanto può spingersi un servo per cambiare il proprio destino?
Dov’è il limite tra il bene e il male quando si nasce sull’ orlo del precipizio?
Il viaggio di Munna dall “Oscurità” alla “Luce” non può essere sindacato, nè giudicato. Forse…

Mi è piaciuto, si che mi è piaciuto 😀

Recensione di jaahbaba.

Vikram Seth, Una musica costante (India)

Michael Holme è un violinista che dedica la sua intera esistenza alla musica: un avvenire incerto, un ruolo di secondo piano nel quartetto in cui suona e un passato nebuloso sono i cardini instabili su cui si fonda la sua vita. Michael non possiede nulla, neppure il violino che suona da anni e neppure la donna che ama da sempre. Il caso gli fa ritrovare tracce del passato e in un lampo riaffiorano i ricordi, i dubbi, le speranze mai sopiti.
Vikram Seth costruisce un romanzo semplice, ammantato di musica e di poesia, che ruota tutto intorno alla figura dell’antieroe Michael, in apparenza fallito e rinunciatario, in realtà ben più complesso perché lo si possa catalogare in un tipo preciso. Una musica costante è il racconto del suo riscatto, come musicista e come amante, fino alla presa di coscienza e al colpo di scena conclusivo.
Non vorrei svelare troppo della trama, davvero incalzante e meravigliosa, basti dire che è un libro che scorre delicato come una melodia e racconta di sensazioni e ricordi incancellabili, quasi come se la musica fosse la vera e indiscussa protagonista. Componendo, suonando ed ascoltando musica, l’uomo si avvicina all’eternità e alla perfezione completa.

Recensione di Pitichi.