Isabel Allende, La casa degli spiriti (Cile)

Un giorno il postino ti porta un pacco, c’è scritto su “piego libri” e un sorriso ti si stampa sul viso.
Lo apri come fosse un piccolo tesoro,con la stessa trepidazione di quando da piccola scartavi i regali di Natale. Lo apri ed eccolo là: Autrici che già conosci, una bella copertina, un titolo che incanta. Non vedi l’ora di iniziarlo perchè dallo scaffale sembra guardarti e attrarti. Così un bel pomeriggio lo prendi tra le mani, lo apri, e inizi a leggere << Barrabas arrivò in famiglia per via mare…>> e non riesci a smettere se non a notte fonda. E così per tutti i giorni seguenti.
Ora che l’ho finito sono più convinta che mai che davvero questo libro chiamava me dallo scaffale!
L’ho adorato dalla prima all’ultima pagina, ho pianto con lui, ho riso con lui e mi ha regalato tante emozioni.
La storia è incentrata sulle vicende della famiglia Trueba – Del Valle, che si intrecciano con gli avvenimenti politici di quegli anni, narrando le avventure di quattro generazioni.
Le donne sono le protagoniste indiscusse di questo romanzo. Sono donne forti, passionali e coraggiose. Clara è al centro del racconto ad animare la casa e la vita dei suoi familiari. Clara che parla con gli spiriti e che predice il futuro. Sposa Esteban Trueba, conservatore, ambizioso, violento, crudo e sarà per lui uno spirito guida fino alla fine dei suoi giorni nonostante l’abisso delle diversità che li separa. Poi c’è la ribelle Blanca, figlia di Esteban e Clara, che si innamora di un uomo di umili origini e che lotta contro tutto e tutti per seguire il suo cuore. Dal loro amore nasce Alba la quale dovrà affrontare le torture militari a causa del suo legame con un giovane sovversivo. E’ un libro che ti entra nel cuore e che un giorno di certo rileggerò.

Recensione di Isabella Troiani.

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Isabel Allende, La città delle bestie (Cile)

Bello, ben scritto, ritmo serrato, mai banale… in una parola Allende!
Vi siete mai chiesti qual è il vostro animale totemico? Beh dopo questa lettura ve lo chiederete di sicuro! (Il mio è il pesce rosso. 😉 )
La Allende non scrive, racconta. Proprio come una nonna con i suoi nipotini. Prendendoti per mano ti conduce in un mondo pressoché sconosciuto, avventuroso e fantastico fatto di talismani, creature gigantesche, premonizioni e trappole.
Fantastica la nonna che lungi dall’essere una vecchina con il plaid di lana sulle gambe, è una fotografa giornalista che fuma sigari, odia farsi chiamare nonna e porta il suo nipote quindicenne Alex, in piena foresta Amazzonica alla ricerca delle Bestie del titolo. Ma poi è Alex a diventare il vero protagonista del libro affrontando pericoli come coccodrilli, anaconde, indios (che sanno rendersi invisibili e ammaestrare serpenti), scalate difficilissime, ecc.
Descrizioni belle ed accurate dell’Amazzonia a parte, non manca qualche piccola imperfezione. Per esempio Alex poco dopo il suo arrivo in Amazzonia perde i suoi occhiali, ma poi questo non è più menzionato; pur essendo miope non ha mai problemi dovuti alla mancanza degli occhiali, come se la Allende se ne fosse semplicemente dimenticata. Ma alla Allende certe distrazioni non puoi non perdonarle.

Recensione di Tersilla.

Roberto Bolano, Il Terzo Reich (Cile)

Difficile da recensire

Un’opera sui generis questa di Roberto Bolano che viene publicata postuma nel 2011. Io l’ho amata. Prima di tutto l’ambientazione, in un albergo sulla Costa Brava, poi i personaggi, chiusi in una sorta di indolenza tutta spagnola e ciò non di meno avventurosi, quasi picareschi. Il disincanto di questa stagione che muore, tutto corrompe e tutto avvolge, fino a stringere nella sue spire i villeggianti che incautamente si sono trattenuti dopo la fine dell’estate. E ancora la grande passione del protagonista per “Il Terzo Reich” il gioco di guerra di cui è addirittura campione nazionale. Intorno al tavolo da gioco si costruisce una realtà rovesciata, in cui i concetti di forza, di passione, di talento, di logica e di supremazia, ma anche di sfida e di amore sono continuamente indagati e rivisitati.
Che volete di più? Leggetelo!

Recensione di Chiaratosta. 

Luis Sepulveda, Ritratto di gruppo con assenza (Cile)

Sono racconti, e come sempre i racconti non riescono ad avere una qualità omogenea, qualità che comunque in questo caso è particolamente alta e raggiunge vette sublimi in Ritratto di gruppo con assenza, storia della ricerca di un’infanzia perduta a causa della povertà e della violenza, Rapina a mano santa, indirizzato a Ratzinger e da inviare dritto a Francesco, Un cane chiamato Edward, dedicato a un ex cane antidroga diventato squatter e, soprattutto, in Un vecchio che non mi piace, che tocca noi italiani tanto da vicino.
Molto piacevole.

Recensione di ombraluce.

Marcela Serrano, L’albergo delle donne tristi (Cile)

Più che bello lo definirei carino, con alcuni momenti intensi, ma anche molti luoghi comuni, e una battaglia fra i sessi che sembra più una rappresentazione che qualcosa di reale, come fa fatica a diventare reale lo strano Albergo.
Sicuramente un ottimo tentativo di descrivere i sentimenti delle donne cilene dopo un periodo difficilissimo, non riesce mai a rendere vivi i suoi personaggi.

Recensione di ombraluce.

Luis Sepulveda, Il generale e il giudice (Cile)

Paese: Cile
Autore: Luis Sepulveda
Titolo: Il generale e il giudice

Il volume raccoglie una serie di articoli pubblicati da Sepulveda su vari quotidiani e riviste nel periodo tra il 1998 e il 2003, relativi alla dittatura di Pinochet in Cile, al suo arresto a Londra ed alla sua successiva liberazione e rotorno trionfale in Cile.
Sepulveda, esiliato politico e attivista dell’opposizione al regime, racconta con crudezza le torture ed il clima di terrore instaurato dal dittatore e dal suo stato maggiore, raccontando episodi non sempre noti al grande pubblico. Il pregio e difetto di questi scritti sta nella forma stilistica giornalistica, legata all’evento di cronaca da commentare, tanto che a volte la contestualizzazione all’interno dell’intera vicenda storica resta parziale.
Lo stile di Sepulveda, sempre scorrevole, rende agevole la lettura, benché gli argomenti trattati siano raccontati in modo crudo senza alcun abbellimento stilistico. L’impressione di disgusto per le vicende narrate è fortissima.
134 Pagine

Recensione di lisolachenoncè.

Isabel Allende, L’isola sotto il mare (Cile)

Il libro narra le vicende di una schiava , Zaritè, in un periodo che va dal termine del colonialismo francese alla fondazione di Haiti.

Le vicende personali della protagonista (l’asservimento al padrone, le violenze subite e la nascita dei figli) vengono alternate a quelle storiche in un mix molto ben calibrato.

I personaggi sono ben delineati, l’intera vicenda è coinvolgente e appassionante, lo stile molto scorrevole ed il finale non scontato.

Recensione di Minnie33.