Luis Sepulveda, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza (Cile)

Tra un gruppo di lumache, che vive su un verde prato, c’è anche un giovane esemplare molto curioso.
La lumaca continua a porre una serie di domande ai suoi simili, ma nessuno riesce a soddisfare le sue curiosità; decide, quindi, di lasciare la sicurezza del suo gruppo e di andare in giro per il mondo in cerca di risposte esaurienti.
Dopo una lunga giornata di marcia, credendo di essersi imbattuta in un sasso, si arrampica su di esso e si addormenta. Ma il mattino scopre di aver passato la notte sul guscio di una tartaruga dal nome Memoria.
Memoria la accompagna per un pezzo del suo viaggio, le attribuisce il nome di Ribelle, e le svela il pericolo che incombe sul prato in cui ha vissuto insieme alle sue compagne.
Ribelle non può rischiare che esse muoiano e decide di tornare indietro per avvisarle. Non tutte crederanno alle sue parole, ma…
Non si possono non apprezzare le favole di Sepulvéda: sono delicate, deliziose e ricche di significato e si rivelano una piacevole lettura per grandi e piccini.
Ma, dopo aver completato la lettura di tutta la trilogia, devo ammettere di preferire la storia di Mix, Max e Mex.
Recensione di Anto_s1977.
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Isabel Allende, Zorro. L’inizio della leggenda (Cile)

Nell’800 in California, colonia spagnola, vive Alejandro de la Vega.
Durante un assalto degli indios alla missione cristiana gestita da padre Mendoza, Alejandro conosce e si prende cura di una bellissima india ferita durante i combattimenti e se ne innamora follemente. Grazie all’intervento del governatore, la donna viene educata, trasformata in una perfetta europea e le viene attribuito il nome di Regina, destinato a sostituire il suo complicatissimo nome indio.
A quel punto Alejandro può sposare la donna e, dalla loro unione, nasce il piccolo Diego.
Diego è profondamente legato al suo coetaneo indio Bernardo, nato nella sua stessa casa e a pochi giorni di distanza, tanto da considerarlo suo fratello di latte. I due rimangono profondamente legati anche dopo l’assassinio della madre di Bernardo e il suo conseguente mutismo a causa del trauma subito. Ciò non impedisce ai due di comunicare…
Quando Diego è abbastanza grande, viene mandato dal padre in Spagna per proseguire gli studi. In città viene accolto nella famiglia di Tomàs de Romeu, costituita dallo stesso Tomàs, dalla governante Nuria e da due giovani ragazze, Juliana e Isabel.
Diego è conquistato dalla bellissima Juliana e non esita ad aiutare le due ragazze quando il loro padre è arrestato e poi ucciso. Con loro intraprende il movimentato viaggio di ritorno in California.
Ma nella sua città natale le cose sono molto cambiate ed è lì che Diego, travestito da Zorro, lotterà contro le ingiustizie dei colonizzatori crudeli e corrotti.
Beh, sicuramente non è il mio genere di letture preferito, ma il libro è scorrevole e si legge volentieri e abbastanza in fretta.
E poi la Allende, secondo il mio giudizio, sarebbe in grado di rendere appassionante e godibile anche la lettura di una semplice lista della spesa.
Recensione di Anto_S1977.

Luis Sepúlveda, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

Luis Sepúlveda, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (tit. originale Historia de Mix, de Max, y de Mex), Guanda, Parma 2012. Traduzione di Ilide Carmignani. 82 pagine.

Max e Mix sono amici, perché non si può dire che uno sia il padrone dell’altro. Sono un bambino e un gatto, che crescono assieme nella città di Monaco di Baviera. A un certo punto nella loro vita entrerà Mex, un topo messicano che vive in cima alla libreria di Max.

Il libro è una favola sull’importanza dell’amicizia, che supera tutte le diversità e le difficoltà, perché i veri amici sono quelli che sanno aiutarsi sempre e stare sempre l’uno vicino all’altro.

Un libro forse più per bambini che per adulti, ma comunque piacevole.

Non è certo un capolavoro ed è anche un po’ ammiccante, oltre che ricordare veramente troppo da vicino Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, libro cult di Sepúlveda. Però si legge in meno di mezz’ora e piacerà senz’altro ai bambini, se ne avete, scaldando nel contempo un po’ il cuore anche a voi.

* Il libro sul sito dell’editore.
* L’incipit.

Recensione di Sonnenbarke.

Marcela Serrano, Arrivederci piccole donne (Cile)

Marcela Serrano, Arrivederci piccole donne (tit. originale Hasta siempre mujercitas), Mondadori, Milano 2005. Traduzione di Michela Finassi Parolo. 269 pagine, 5 euro.

Questo libro mi era stato donato anni fa e finalmente mi sono decisa a leggerlo. Trovo che i libri ci stiano ad aspettare e che li scegliamo sempre nel momento più giusto.

Il romanzo è una sorta di riscrittura del classico Piccole donne di Louisa May Alcott, che come tutte le mie coetanee ho letto da ragazzina, e dunque non mi ricordo molto bene. In questo libro le quattro protagoniste non sono sorelle ma cugine, ma hanno comunque un rapporto molto stretto, quasi come se fossero davvero sorelle. Insieme a loro c’è Oliverio, fratellastro di Luz e molto amato da tutte e quattro le cugine.

Inizialmente viene destinato un capitolo a ognuna delle cugine, delle quali un narratore esterno (tranne in un caso, quello di Luz, che parla in prima persona) ci racconta la storia attuale in diversi momenti, non mancando di narrarci anche la storia di quando erano ragazzine e vivevano vicine, soprattutto quando passavano le estati insieme in campagna, al Pueblo, sotto l’ala protettrice della zia Casilda. Di fatto, dopo aver raccontato la propria storia personale, ognuna delle cugine racconta la stessa storia, che è quella della loro infanzia e adolescenza comune, con tanti fatti che sono stati vissuti con intensità da tutte loro. L’amore è un grande protagonista di questo romanzo, ma è spesso un amore tormentato, soprattutto per Ada, che ama non ricambiata.

La storia di un’infanzia e un’adolescenza felici comincia dopo un po’ a mostrare delle incrinature quando si parla dell’amore infelice di Ada, delle sue fughe, di uno stupro, delle rivalità fra due delle cugine (non rivelo quali per non togliervi il piacere della lettura). Ma tutto sommato restano quattro donne che si amano moltissimo e che fanno fatica a vivere le une senza le altre.

Un bel romanzo, che si limita ad essere piacevole senza avere, secondo me, nulla di eccezionale, ma è una buona lettura e mi sento di consigliarlo soprattutto alle donne che come me hanno letto Piccole donne e ci si sono formate.

* Una recensione.
* Un’intervista all’autrice.
* L’incipit.

Recensione di Sonnenbarke.

Luis Sepulveda, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza (Cile)

Le lumache che vivono nel prato chiamato Paese del Dente di Leone, sotto la frondosa pianta del calicanto, sono abituate a condurre una vita lenta e silenziosa, a nascondersi dallo sguardo avido degli altri animali, e a chiamarsi tra loro semplicemente “lumaca”. Una di loro, però, trova ingiusto non avere un nome, e soprattutto è curiosa di scoprire le ragioni della lentezza. Per questo, nonostante la disapprovazione delle compagne, intraprende un viaggio che la porterà a conoscere un gufo malinconico e una saggia tartaruga, a comprendere il valore della memoria e la vera natura del coraggio, e a guidare le compagne in un’avventura ardita verso la libertà.
Favola leggera e delicata, che con semplicità racconta una storia carica di metafore e di significati profondi. Un piccolissimo tesoro che fa tanto tanto riflettere. Una perla di filosofia e saggezza travestite da fiaba.
Da leggere e rileggere.

Recensione di Isabella Troiani.

Luis Sepulveda, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (Cile)

Il bambino ed il gatto vivono assieme da tantissimi anni ma quando Max, ormai diventato un giovane uomo, inizia a lavorare e passare parecchio tempo fuori casa, Mix ormai diventato vecchio e cieco, trascorre lunghe ore in solitudine fino a quando non incontra il topo Mex. Il gatto ed il topo diventano grandi amici e Mix, attraverso gli occhi del suo amico Mex tornerà a “vedere” le luci ed i colori del mondo mentre Mex diventerà più coraggioso e forte  grazie a Mix.
Favola breve e intensa che celebra l’amicizia nonostante la differenze, anzi, in virtu’ delle diversità.
Un libro da regalare per donare un sorriso e scaldare il cuore.

Recensione di Isabella Troiani.

Isabel Allende, Paula (Cile)

“Ascolta Paula ti voglio raccontare una storia, così quando ti sveglierai non ti sentirai tanto sperduta…” così inizia il libro di Isabelle Allende, con la stessa dolcezza con cui le mamme iniziano a raccontare una storia ai loro bimbi, ed è infatti così che la scrittrice inizia il racconto della sua vita.
Nel 1991 improvvisamente la figlia Paula, a ventotto anni, si ammala di una malattia rara e gravissima, che la trascina in un lungo coma. Isabel non abbandona la figlia per tutto il tempo e rimane al suo capezzale; durante tutto questo tempo comincia a scrivere, raccontando i ricordi della loro vita insieme in una commovente autobiografia.
Un libro di emozioni e amore autentico.
Come sfondo al racconto della propria vita, molto interessante è anche il racconto di una delle pagine più tristi della storia del Cile, il suicidio nel palazzo della Moneda di Salvador Allende espresso in tutta la sua drammaticità, in seguito al golpe dei militari guidati dal futuro dittatore Augusto Pinochet.
Una vera lezione di vita dedicata a chi davanti alle prove della vita non abbassa lo sguardo.
Il libro mi è piaciuto moltissimo nonostante la tristezza della storia di fondo, è scritto in modo semplice e diretto, profondo e delicato. Sul finale è impossibile non commuoversi: tutto il libro strappa lacrime e sorrisi.
Molto bello.

Recensione di Isabella Troiani.