Bessie Head, La donna dei tesori (Botswana)

Una raccolta di racconti che si apre con una leggenda locale e si muove fra figure tipiche ed altre meno ovvie, ma tutte le storie presentano al centro della vicenda una o più donne (pur non essendo per forza le protagoniste); in tutti la donna rappresenta la forza positiva della trama, anche se in alcuni un altro personaggio femminile può essere anche la forza negativa. Più ancora che la figura della donna però, il vero protagonista sembra essere il rapporto fra il passato ed il futuro, spesso risolto nella banale versione dell'”era meglio quando si stava peggio”; chiariamoci comunque, i racconti sanno essere affascinanti anche così (anzi, alcuni sono affascinanti proprio per questo concetto), ma trovo fastidiose le chiusure con la morale dichiarata.

Lo stile non mi ha entusiasmato; piatto e scialbo nei primi racconti, si fa più liscio ed interessante dalla storia dei due profeti per poi continuare con il ritmo giusto, anche se calmo e con un gusto amaro continuo.

Tra i racconti che ho preferito “Il vento e un ragazzo”, manifesto della tesi del nuovo che avanza e distrugge la società; ma soprattutto “La donna dei tesori”.

Recensione di killdevilhill.

Bessie Head, When Rain Clouds Gather & Maru (Botswana)

Bessie Head, When Rain Clouds Gather & Maru, Hachette Digital, London 2010.

Bessie Head nasce nel 1937 in Sudafrica ma, a causa del suo coinvolgimento nella politica panafricana, si rifugia in Botswana dove, dopo molti anni, le sarà concessa la cittadinanza. Nonostante la sua origine sudafricana è considerata una dei più importanti scrittori botswana.

Questo ebook raccoglie i primi due romanzi dell’autrice, When Rain Clouds GatherMaru, a quanto ne so mai tradotti in italiano.

In When Rain Clouds Gather il protagonista è Makhaya, un giovane e bellissimo uomo sudafricano che si rifugia in Botswana, dove chiede asilo politico. Siamo infatti negli anni dell’apartheid, in cui i sudafricani di colore sono considerati dei maiali e sono segregati. Makhaya ha passato due anni in prigione solo perché aveva con sé un foglietto dove si proponeva di far saltare in aria qualcosa, più un appunto che una dichiarazione di intenti vera e propria. In Botswana trova rifugio in un villaggio, dove il vecchio Dinorego lo accoglie con sé nella speranza di fargli sposare sua figlia Maria. Makhaya fa così amicizia con Gilbert, un inglese che vive da tre anni nella casa di Dinorego, dove si occupa di agricoltura e della possibilità di svilupparla fino a renderla moderna. Il suo intento è quello di iniziare una coltivazione di tabacco che coinvolga l’intera popolazione del villaggio, per portare ricchezza a un villaggio poverissimo. Gilbert coinvolge in questa sua visione anche Makhaya, che ha il compito di insegnare l’agricoltura alle donne. Le descrizioni agrarie sono lunghissime ed estenuanti, e rendono un po’ meno bello il libro ai miei occhi. In ogni caso è un bel romanzo, che merita di essere letto.

Maru invece è molto più bello, anche se pure in questo caso ho fatto un po’ di fatica a seguire la vicenda, forse per motivi miei personali e non oggettivi, a questo punto. Il romanzo porta il nome di uno dei protagonisti, anche se la vera protagonista è Margaret Cadmore e non Maru. Margaret è una donna Masarwa che è stata adottata da piccola da un’insegnante missionaria bianca che le ha poi dato il nome. Margaret, come tutta la gente del suo popolo, ha la pelle chiara, tanto che tutti la scambiano per una “Coloured”, cioè una donna nata dall’unione di un/a bianco/a e un/a nero/a. La distinzione è importante perché i Masarwa, una tribù boscimana, sono visti dai Batswana come degli schiavi, degli animali, tanto che, quando scopre la sua origine, uno dei personaggi comincia a parlare di Margaret usando il pronome “it” che, per chi non lo sapesse, in inglese si usa per designare animali o cose. Margaret viene assegnata come insegnante a un piccolo villaggio del Botswana, dove scopre come sono trattati gli appartenenti al suo popolo e, nonostante questo, continua ad andare fiera della sua origine. Maru tratta di un tema importante, che è la discriminazione e il pregiudizio. E lo fa con grande maestria e con grande tenerezza, attraverso un altro tema che è quello dell’amore. Moleka infatti si innamora, ricambiato, di Margaret, ma non ha il coraggio di avvicinarla e confessarglielo perché ha paura del pregiudizio della sua gente. Il suo caro amico Maru, invece, non avrà paura di ciò che dice la gente, e finirà per sposare Margaret dopo una serie di peripezie che lo portano ad allontanarsi e anzi addirittura a odiare l’amico di sempre, Moleka. È un romanzo di grande effetto, molto bello e toccante, che chiunque dovrebbe leggere, tanto più che è veramente breve. Io l’ho letto sul Kindle quindi non so quante pagine siano di preciso, ma a occhio e croce potranno essere sulle 150. Lo consiglio a chiunque sappia l’inglese, davvero.

* Bessie Head sull’Enciclopedia delle Donne.
* Il sito ufficiale di Bessie Head (in inglese).
* Un sito dedicato a When Rain Clouds Gather (in inglese).
* Una recensione di When Rain Clouds Gather (in inglese).
* Una bella recensione di Maru (in inglese).
* Un’altra recensione di Maru (in inglese).

Recensione di Sonnenbarke.