AA.VV., Snapshots of Belize (Belize)

AA.VV., Snapshots of Belize. An Anthology of Short Fiction, Cubola Productions, Benque Viejo del Carmen 1997. 122 pagine.

Per il Belize ho trovato questa breve raccolta di racconti che mi è arrivata dall’America proprio l’altro giorno (santo AbeBooks!). Secondo il curatore sono fra i racconti più rappresentativi del Belize, scelti però solo fra quelli scritti in inglese o creolo, escludendo dunque lo spagnolo. Ne risulta che uno dei racconti non l’ho potuto leggere, in quanto era l’unico interamente scritto in creolo, mentre gli altri li ho letti tutti, perché sono scritti in inglese e sono a volte solo alcuni dei personaggi a parlare in creolo. Tuttavia capirli non è difficile, tutto sommato, anche grazie al contesto e all’interazione con gli altri personaggi.

Ho trovato la raccolta un po’ insipida, e me ne dispiace, perché se questo è il meglio della narrativa breve belizeana, allora la letteratura belizeana è messa un po’ male. Non che siano racconti brutti, per carità, però sono insipidi, che a volte può essere forse anche peggio. Perché non lasciano niente, né in positivo né in negativo.

Ne salverei solo tre (su nove) che sono discreti: A Conscience for Christmas di Evan X. Hyde, che tra l’altro è a tema con il periodo, The Third Wish di Lawrence G. Vernon e Bitter-Sweet Revenge di John A. Watler.

Il primo è la storia di un uomo che, per la vigilia di Natale, decide di andare a una festa alcolica post-lavoro, che pare sia la normalità in Belize. Mentre sta andando alla festa sventa uno scippo e conosce così un’anziana signora che gli scalda il cuore. Va poi alla festa, dove va palesemente in cerca di donne, e conosce una ragazza che scopre essere la nipote della signora conosciuta prima. Il racconto è scritto molto bene e al di là della trama è buono anche solo per lo stile.

Il secondo narra di un ragazzo che trova una pietra ritenuta magica e la porta a casa. La magia consiste nel fatto che, se la si tiene in mano esprimendo un desiderio, questo verrà avverato. Il ragazzo ha paura del potere della pietra e vuole riportarla via, ma il padre la prende di nascosto ed esprime il desiderio di avere i soldi che gli serviranno per estinguere il mutuo sulla casa. I soldi arriveranno il giorno dopo sotto forma di compensazione per la morte del figlio, perito in un incidente sul lavoro. La moglie decide poi di riprendere la pietra per esprimere il desiderio che il figlio sia ancora vivo, e quella sera stessa i coniugi sentono bussare alla porta nel modo caratteristico del figlio. La donna va ad aprire, ma non c’è nessuno: proprio in quel momento infatti il marito aveva espresso un terzo desiderio che non viene mai esplicitato ma che possiamo immaginare.

Infine, l’ultimo racconto è piuttosto divertente, ed è la storia di un ragazzo che si innamora di una ragazza, il padre li osteggia perché li vede baciarsi, e lui per ripicca gli ruba tutti i vestiti mentre sta facendo il bagno nel lago. So che detta così non è tanto divertente, ma a leggere il racconto lo è.

Qualche approfondimento:

* il libro sul sito dell’editore
* il Belize su Wikipedia

Recensione di Sonnenbarke.