Julio Cortazar, Bestiario (Argentina)

Dato il centenario dalla nascita ed il trentesimo dalla morte non si può entrare in una libreria senza vedere un libro di Cortazar in ristampa (di solito Rayuela). Per farmi un’idea di chi sia questo (per me) sconosciuto ho deciso di cominciare con un piccolo (e poco costoso) libro di racconti.
Lo stile è curatissimo, elegante, a tratti pure troppo raffinato, ma non scade mai, da delle aspettative che vengono sempre mantenute.
Il contenuto è decisamente affascinante. Una serie di racconti che definerei nella sfera del perturbante. Se si vuol trovare un nume tutelare unico, il solo nome che mi viene in mente è Quiroga, onirico, inquietante, fantastico, a volte tutte e tre le caratteristiche insieme; i nomi di un Poe, un Kafka o un Borges possono essere affiancati solo per alcuni racconti.
Casa occupata, Lettera ad una signorina di Parigi (anche se un pò meno) o Cefalea, hanno il passo deciso di un sogno trascritto (e per il primo racconto Cortazar stesso lo conferma nelle note), avvengono fatti sostanzialmente assurdi, completamente non spiegati, ma considerati assolutamente normali per i protagonisti; tutto questo senza mai scadere nel volo pindarico fine a se stesso, siamo dalle parti di un film di Lynch piuttosto che del taccuino dei sogni.
Lontana, Circe e Le porte del Paradiso sono dalle parti dei racconti di Poe, straordinari per il primo e l’ultimo (anche se il primo ha in se molto del senso del fantastico del già nominato Quiroga) del mistero per il secondo. La prosa è però sempre la stessa, calma, elegante, assolutamente non inquieta/nte.
Infine ci sono Omnibus e Bestiario, il primo un racconto di inquietudini assolutamente non surreale, ma di piccole paure quotidiane date dall’autosuggestione, il secondo un libro surreale quasi all’altezza dei primi tre che ho citato (anzi forse a ben vedere è proprio un racconto onirico pure questo).
In definitiva una galleria di brevissimi racconti ben scritti dai contenuti vari tutti molto interessanti (l’unico che sa di già sentito è Lontana, mentre l’unico che effettivamente non mi ha entusiasmato è Omnibus).
Recensione di Killdevilhill.
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